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Concattedrale di San Giovanni
La porta più sobria di La Valletta, e cosa c’è dietro
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Guide to Concattedrale di San Giovanni
La Concattedrale di San Giovanni ha la facciata più sobria di tutte le grandi chiese di La Valletta e, dietro, uno degli interni più decorati d’Europa. Custodisce un pavimento fatto di circa quattrocento tombe di cavalieri, una volta dipinta da solo da Mattia Preti e l’unico quadro che Caravaggio abbia mai firmato.
Una chiesa costruita come una caserma
Due torri quadrate, una parete piatta, un piccolo balcone e quasi nessuna decorazione. Girolamo Cassar, l’architetto che completò la città, la progettò negli anni Settanta del Cinquecento come chiesa conventuale di un ordine militare, in una città fortezza, a pochi anni da un assedio. L’esterno lo dice onestamente.
Pochissimi edifici al mondo si capovolgono così completamente sulla soglia.
Preti, e il pavimento
La trasformazione arrivò negli anni Sessanta del Seicento, quando il pittore e cavaliere calabrese Mattia Preti si offrì di decorare l’intera chiesa. Dipinse tutta la volta da solo, a olio direttamente sulla pietra, con diciotto scene della vita di san Giovanni Battista, e ridisegnò gli intagli delle pareti sottostanti in modo che l’interno si legga come un’idea unica e non come un soffitto posato sopra una stanza.
Il pavimento non è una pavimentazione di marmo. Sono circa quattrocento tombe, ogni lastra intarsiata in marmi colorati con lo stemma di un cavaliere, i suoi teschi, scheletri e trombe, e un epitaffio latino che ne perora la causa. È il pavimento marmoreo più ricco d’Europa, e lo calpestate tutto.
Le cappelle laterali appartengono alle otto lingue, le stesse divisioni nazionali le cui auberge sorgono lungo queste strade. Ognuna decorò la propria e gareggiò apertamente con le altre, ed è proprio per questo che sono così cariche.
Il Caravaggio nell’Oratorio
Da un lato c’è l’Oratorio, una sala spoglia costruita per istruire i novizi, e sulla parete di fondo è appesa la Decollazione di san Giovanni Battista, dipinta a Malta nel 1608. È la tela più grande che Caravaggio abbia mai realizzato e l’unica opera che abbia mai firmato: il suo nome scritto nel sangue che cola dalla gola del Battista.
La composizione è quasi vuota: un’immensa parete nuda, le figure spinte nel terzo inferiore, il carnefice che allunga la mano verso il coltello per finire il lavoro. Non c’è eroismo. È un’uccisione nel cortile di una prigione, osservata da un carceriere che indica il cesto.
Era arrivato a Malta da fuggitivo, ricercato per aver ucciso un uomo a Roma. L’Ordine lo accolse come cavaliere nel luglio 1608. Nel giro di pochi mesi seguì una rissa violenta, e con essa la prigionia a Forte Sant’Angelo, una fuga e l’espulsione in contumacia: gli atti lo definiscono un membro putrido e fetido. Due anni dopo era morto, a trentotto anni. Il quadro non ha mai lasciato la sala per cui fu fatto.
What to look at
- La volta di Preti: dipinta direttamente sulla pietra, non su tela o intonaco
- Il pavimento di tombe in marmo: scheletri memento mori su quasi ogni lastra
- Nell’Oratorio: la firma nel sangue, e il secondo Caravaggio, San Girolamo scrivente
Practical
- Biglietti
- Ingresso a pagamento, include un’audioguida ufficiale dell’interno. In alta stagione prenotate online.
- Abbigliamento
- Regole applicate con rigore: spalle e ginocchia coperte.
- Calzature
- I tacchi a spillo sono vietati: danneggiano il pavimento delle tombe. Solo scarpe basse.
- Tempo
- Calcolate 45–60 minuti all’interno.
Walk to stop 12 · Piazza del Grande Assedio
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About 3 min · 133 m