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Forte Sant’Elmo e il Museo della Guerra

Ventotto giorni che salvarono il fianco meridionale dell’Europa

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Guide to Forte Sant’Elmo e il Museo della Guerra

Forte Sant’Elmo sorge sulla punta della penisola, tra il Grand Harbour e Marsamxett, e chi tiene questo punto controlla l’ingresso di entrambi. Nel 1565 i comandanti ottomani si aspettavano che cadesse in quattro o cinque giorni; resistette ventotto, e il mese che costò loro decise il Grande Assedio. Oggi ospita il Museo Nazionale della Guerra.

Ventotto giorni

Il forte fu tirato su in fretta nel 1552, un forte a stella di dimensioni modeste. Quando l’esercito ottomano sbarcò nel maggio 1565, prenderlo avrebbe consegnato loro il porto, dopo di che il quartier generale dei Cavalieri oltre l’acqua si sarebbe potuto affrontare con calma.

Qualche centinaio di cavalieri e soldati maltesi lo tennero, riforniti di notte in barca attraverso il porto, sotto il bombardamento del più pesante parco d’artiglieria del Mediterraneo e assalto dopo assalto. Quando le mura furono sfondate, combatterono nelle brecce. Il 23 giugno era finita e quasi tutti i difensori erano morti.

Era costato agli ottomani migliaia di uomini, tra cui il corsaro Dragut, il loro ammiraglio più esperto, ucciso qui da una scheggia di pietra. Era costato loro anche quattro settimane della stagione di campagna, e i Cavalieri ne usarono ogni giorno per rafforzare le difese oltre l’acqua mentre la forza di soccorso si radunava in Sicilia. Si dice che il loro comandante guardasse le rovine e chiedesse quanto sarebbe costata la madre, se la figlia era venuta così cara.

Altri quattro secoli di servizio

Il forte fu ricostruito, ampliato e usato ininterrottamente in seguito. Nella Seconda guerra mondiale servì da postazione antiaerea e contribuì a respingere un’incursione navale italiana sul Grand Harbour nel 1941.

Fu restaurato e riaperto nel 2015.

Il Museo Nazionale della Guerra

Le raccolte coprono tutto, dalla preistoria al Novecento, ma il centro di gravità è la Seconda guerra mondiale, con due pezzi su tutti.

Uno è Faith, la fusoliera malconcia di un Gloster Gladiator: un biplano obsoleto, e per qualche settimana nel 1940 uno dei pochissimi aerei tra l’isola e i bombardieri. L’altro è la George Cross. La più alta decorazione civile britannica al valore andò nell’aprile 1942 non a un individuo ma a Malta stessa e a tutti i suoi abitanti, e da allora la piccola croce d’argento sta nell’angolo della bandiera maltese.

What to look at

  • La pianta a stella: bastioni angolati senza punti ciechi, lo stato dell’arte nel 1552
  • Faith, il Gloster Gladiator, nel museo della guerra
  • La George Cross stessa, e la lettera autografa di re Giorgio VI che la conferisce

Practical

Museo
Museo Nazionale della Guerra, aperto tutti i giorni. Ingresso a pagamento, calcolate 60–90 minuti.
Rievocazione
Le parate In Guardia si tengono nel forte in date selezionate: controllate il calendario.
Terreno
Pietra irregolare, rampe e gradini, esposto al sole e al vento.
Open Forte Sant’Elmo e il Museo della Guerra in Google Maps

Walk to stop 24 · La Sacra Infermeria

From the fort approach, follow Mediterranean Street along the Grand Harbour side of the city, with the water on your left. The long low building running down the slope on your right is the infirmary.

About 2 min · 114 m

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